Consigli per impianti che lavorano poco

In mare o in montagna, in città o in campagna, la seconda casa è sempre un piacere. Ti permette di andare in vacanza, staccare dalla solita routine pur facendoti sentire a casa. Inoltre, se la affitti ai turisti, può essere una buona fonte di guadagno. Eppure ci sono anche momenti che rompono l’idillio della seconda casa. Uno è l’appuntamento con le tasse, l’altro, sicuro come un mal di testa nel primo giorno di ferie, è la chiamata del turista che ti segnala un guasto all’impianto termico.

Guasto che si verifica quasi sempre di sabato sera proprio un attimo prima di sederti a tavola. Ecco che ogni anno ti ritrovi alla disperata ricerca di un tecnico disponibile nel più breve tempo possibile, cercando di calmare il turista imbestialito, sotto lo sguardo interrogativo della tua famiglia e un conto indefinito da pagare dopo l’intervento di riparazione.

Non sei tu ad essere perseguitato dalla sfortuna, semplicemente non curi abbastanza l’impianto termico della seconda casa. Eppure non servirebbe molto. Ecco tre cose da fare che cambieranno la vita all’impianto termico della seconda casa, al povero turista e a te.

1. Cura il momento della prima apertura.
– Riapri le utenze di luce e gas.

– Passa da tutti i rubinetti di casa, assicurati di aver tolto eventuali filtri o rompigetto, e apri l’acqua facendo scorrere l’eventuale sporco. Una raccomandazione: tieni il miscelatore sul freddo, per evitare che gli eventuali residui di sporcizia passino per la caldaia o per lo scaldabagno.

Foto di Curology – Unsplash

– Prima di riaccendere gli apparecchi, soprattutto quelli con schede elettroniche, come TV, computer, scaldabagno, caldaia… riattiva il contatore generale e verifica che tutte le luci si accendano.

– Riapri il contatore del gas lentamente per evitare i blocchi di eventuali regolatori. Quindi vai in cucina, apri bene tutte le finestre e accendi i fuochi di cottura. La miscela di gas inizialmente potrebbe essere alterata per cui aspetta qualche secondo prima di accendere i fuochi. Attenzione a non prolungare l’accensione dei fuochi per evitare pericolosi accumuli di gas. Appena i fuochi presentano fiamma stabile puoi spegnerli e passare alla caldaia.

– La caldaia ti attende, niente paura non morde, ma ha bisogno di tenere sotto controllo la pressione. Controllala sul manometro, deve stare fra 1 e 1,5 bar. Se non si trova in questo range devi riportarcela usando il rubinetto di riempimento che si trova sotto alla caldaia. Dopo aver fatto questa operazione, apri il rubinetto del gas e accendi la caldaia.

– Vai al rubinetto più vicino e apri l’acqua calda, aspetta il rumore di accensione della caldaia e l’arrivo, dopo qualche minuto, dell’acqua calda. Se la caldaia va in blocco sbloccala con l’apposito comando di reset (può essere un pulsante o una manopola).

– Per eliminare eventuale aria presente nell’impianto termico accendi l’impianto di riscaldamento per alcuni minuti. Controlla sempre che la pressione della caldaia resti fra 1 e 1,5 bar. Anche in questo caso se scende o sale riportala nel range standard sempre attraverso il rubinetto di riempimento. Il livello della pressione della caldaia va controllato periodicamente.

Solo dopo aver eseguito tutti questi passaggi puoi usare tranquillamente l’impianto termico della seconda casa.

2. Cura il momento della chiusura.
Importante tanto quanto l’apertura è il momento della chiusura dell’impianto termico della seconda casa, nel caso in cui debba affrontare mesi di inattività. Semplicissime le operazioni di chiusura che si risolvono nello spegnimento di tutti gli apparecchi e delle luci, nella chiusura di:
– rubinetto del gas sotto la caldaia e dei fuochi di cottura;

– contatore del gas;

– contatore acqua;

– utenza elettrica.

Foto di LUM3N – Unsplash

3. Manutenere è meglio che curare.
I guasti e le richieste di intervento di manutenzione straordinaria li eviti principalmente prendendoti cura del tuo impianto termico della seconda casa come se fosse quello della prima! Ossia con controlli e interventi di pulizia e manutenzione periodici. Anzi, paradossalmente, l’impianto che lavora poco ha più necessità di un controllo periodico rispetto ad un impianto che lavora a pieno regime tutto l’anno.

Questa volta ricordatene prima che il tuo sabato sera venga interrotto da un turista imbestialito. Ricordatene quando, nella rara ipotesi in cui dovesse accadere un guasto, nonostante la manutenzione costante, avrai la garanzia, esclusiva per chi sceglie SeA, di una reperibilità immediata, anche il sabato pomeriggio e la domenica mattina, 365 giorni all’anno.

Dai un’occhiata ai nostri contratti di assistenza e servizio e definiamo insieme il piano di manutenzione programmata per il tuo impianto termico della seconda casa.