L’acqua della provincia di Livorno, soprattutto a sud, è considerata una delle acque peggiori d’Italia per impianti ed elettrodomestici, a causa del suo elevato livello di durezza, cioè dell’alta concentrazione di sali minerali come calcio, magnesio, ferro, etc. I livelli di durezza dell’acqua nella nostra zona si attestano fra i 30 gradi francesi (Livorno città) e i 65°f (Isola d’Elba) e da soli basterebbero per rispondere alla domanda: perché installare un addolcitore.

In questa sezione del sito dell’ASA puoi leggere i livelli di durezza e la composizione chimica dell’acqua distribuita dagli acquedotti di ogni zona della provincia di Livorno.

Ma sulla qualità dell’acqua c’è un’intera normativa e una volontà di aumentare il comfort abitativo ed evitare sprechi energetici. Qui ti spieghiamo perché è conveniente oltre che, in alcuni casi, obbligatorio, installare un addolcitore, soprattutto in zone come la nostra caratterizzate da un’elevata durezza dell’acqua.

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La qualità dell’acqua fa la differenza

La qualità dell’acqua che usiamo è molto importante perché determina la qualità del funzionamento dei nostri elettrodomestici e di fatto una maggiore efficienza, un minore spreco di risorse e un risparmio tangibile in bolletta e nel lungo periodo, in termini di: minori guasti, sostituzione di componenti e longevità degli impianti.

Infatti le cause principali di guasto e perdita di efficienza a impianti sono legate a:


Entrambi questi fenomeni sono generati dal calcare (sali di calcio e magnesio) e dalla sporcizia presenti nell’acqua usata. Quindi, sia che si tratti di acqua calda sanitaria, sia che si tratti dell’acqua-termovettore nell’impianto di climatizzazione estiva e invernale, occorre fare in modo che:

Trattamento acque: cosa dice la normativa

In un’ottica di lotta agli sprechi e di aumento dell’efficienza energetica la nuova normativa di riferimento (norma UNI 8065:2019 e il DM 26/06/2015) impone l’obbligo di un condizionamento chimico disincrostante, anticorrosivo, antibatterico per tutti gli impianti di climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria (ACS), di ogni potenza termica, installati dopo il 1° ottobre 2015, anche in presenza di addolcitore.

Mentre l’obbligo dell’addolcitore resta solo per gli impianti con potenza termica superiore ai 100 kW (con o senza produzione di acqua sanitaria) e in presenza di acqua di riempimento e reintegro con durezza superiore a 15°f.

Per gli impianti messi in servizio tra il 25 giugno 2009 e il 1° ottobre 2015 c’è obbligo di:


Nel portale SIERT della Regione Toscana ti segnaliamo un tutorial dedicato agli impiantisti e ai manutentori che spiega in maniera molto chiara l’evoluzione della normativa dedicata al trattamento delle acque per gli impianti di climatizzazione estiva e invernale.

Addolcitore: la convenienza supera l’obbligatorietà

Di fatto la nuova normativa toglie l’obbligo di installare l’addolcitore negli impianti con potenza inferiore ai 100 kW anche in presenza di acque molto ricche di calcare. Si è preso atto che non sempre è possibile installare un addolcitore per mancanza di spazio, per questo si è reso sempre obbligatorio il trattamento chimico, che non richiede spazi, è sempre applicabile e da solo riesce ad avere un effetto protettivo sui danni provocati dagli accumuli di sporcizia e calcare.

C’è da dire che, spazio permettendo, anche se la norma non obbliga l’installazione di un addolcitore, la sua presenza è sempre conveniente, soprattutto quando l’acqua è ricca di sali minerali come nella nostra zona. Il condizionamento chimico infatti non protegge dagli inconvenienti della presenza di calcare nell’acqua calda sanitaria. Nel lungo periodo il calcare è un ospite dispettoso e dispendioso, pensiamo alla quantità di detersivi, ammorbidenti e acidi sciogli-calcare usati per liberarsene. Molto meglio risolvere il problema a monte, no?

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Come funziona l’addolcitore

Ed eccoci arrivati alla soluzione del problema dei depositi di calcare a monte: l’installazione di un addolcitore d’acqua domestico. L’addolcitore, infatti, riduce la durezza dell’acqua attraverso speciali resine a scambio ionico che trattengono i sali di calcio e magnesio presenti nell’acqua in entrata, e rilasciano iodio in particelle di sale.

Per il suo funzionamento è presente un serbatoio di sale che va riempito periodicamente e che permette lo scambio calcare-iodio. Il sale per addolcitore può essere di tre tipi: roccioso, volatilizzato, solare. La frequenza della pulizia del serbatoio è inversamente proporzionale alla qualità e alla purezza del sale immesso: più è pulito il sale meno frequentemente si dovrà pulire in serbatoio.

Il calcio trattenuto viene poi scaricato nella rete fognaria in un processo chiamato rigenerazione, che può avvenire o a intervalli prestabiliti oppure al raggiungimento di determinati livelli volumetrici dell’acqua trattata. Quando l’addolcitore fa rumore significa che è in atto il processo di rigenerazione. Durante questa fase l’impianto di trattamento dell’acqua non avviene. Quindi l’acqua fornita in questa fase non sarà addolcita, a meno che l’addolcitore non sia a doppia colonna, dove l’addolcimento è continuo perché la rigenerazione è alternata.

È bene sottolineare che il lavoro dell’addolcitore viene fatto su acqua a temperatura ambiente, quando l’accumulo di calcare non è eccessivamente elevato come invece accade con acqua ad alta temperatura. Per cui il rilascio dei sali di calcio e magnesio da parte di questo impianto non impatta in alcun modo sugli scarichi domestici. Anzi l’addolcitore va nella direzione di una maggiore sostenibilità ambientale del comfort abitativo.

La scelta dell’addolcitore dovrebbe ricadere sui modelli adatti allo spazio disponibile e di qualità elevata, capaci di durare a lungo negli anni, soprattutto in presenza di una costante e corretta manutenzione.

Addolcitore – fonte euroacque.it

Vantaggi dell’acqua addolcita

Perché installare un addolcitore è presto detto: l’acqua che esce dall’addolcitore ha una durezza che si aggira intorno agli 8/12 gradi francesi, un livello di durezza ottimale per impianti ed elettrodomestici, soprattutto quelli di ultima generazione. Ma i vantaggi non riguardano solo le macchine, in generale l’acqua addolcita permette di avere innumerevoli aspetti positivi, fra cui:

Addolcire non significa potabilizzare

Per quanto l’addolcitore riporti il livello di durezza dell’acqua su livelli ottimali per evitare depositi di calcare, e per quanto l’acqua dell’acquedotto (già potabile) addolcita possa essere usata in cucina o bevuta senza controindicazioni. Occorre sottolineare che addolcire non significa potabilizzare.

Addolcire significa togliere i sali di calcio e magnesio presenti in eccesso nell’acqua. Il resto dei valori dell’acqua che esce dall’addolcitore resta identico all’acqua che entra, se non per un livello più alto di sali di iodio. Che appunto rendono l’acqua inadatta all’irrigazione.

Per depurare l’acqua, regolare i sali minerali a un livello ottimale per l’idratazione personale e rendere l’acqua del rubinetto buona e piacevole da bere, soprattutto in zone come Livorno, Pisa e relative province, occorre fare un passaggio successivo: installare un impianto di potabilizzazione dell’acqua. Ma questa è un’altra storia.

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