Photo by Alex on Unsplash

A prescindere da quanto siamo freddolosi, quanti gradi avere in casa d’inverno ce lo dice la legge. La normativa italiana (DPR n°412/1993) infatti oltre a dividere il Paese in 6 fasce climatiche e stabilire quando e per quanto tempo accendere i termosifoni, stabilisce anche un limite di 18 gradi per gli ambienti industriali e artigianali e di 20 gradi con una tolleranza di 2 gradi per case, uffici e scuole.

Se vi state chiedendo in quale fascia climatica ci troviamo in provincia di Pisa e Livorno, la maggior parte dei nostri comuni si trova in zona climatica F e ha la possibilità di accendere i termosifoni dal 1° novembre al 14 aprile per un massimo di 12 ore al giorno. Alcuni comuni delle zone interne possono accendere il riscaldamento dal 1° o dal 15 ottobre fino al 30 aprile per un massimo di 14 ore.

Tornando alla temperatura ideale da tenere in casa grandi margini di manovra dunque non ci sono: d’inverno la temperatura deve aggirarsi intorno ai 20 gradi centigradi. La buona notizia è che la normativa va d’accordo con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che dice che in casa la temperatura ideale per la nostra salute è indicativamente di 21 gradi tutto l’anno. Impostare la temperatura dei termosifoni oltre i 22 gradi centigradi, oltre ad essere illegale e poco salutare, comporta un aumento in bolletta di circa il 7% per ogni grado aggiuntivo.

Al di là della legge condizionare in maniera eccessiva la temperatura di casa rispetto alla temperatura esterna ha un impatto negativo su salute, ambiente e conto in banca. Il consiglio di base per tutti è di non riscaldare troppo in inverno e di non raffreddare troppo in estate ma di trovare il giusto mezzo fra consumo e comfort avendo cura di adottare alcune buone pratiche per avere il minore impatto ambientale possibile. Eccone alcune.

Non girate per casa in mutande

Probabilmente la cosa più semplice e sensata che possiate fare. Con un bel maglione potete tranquillamente vivere a una temperatura media di 18/19 gradi.

Photo by Dan Gold on Unsplash

Variate la temperatura del riscaldamento in base alle stanze della casa, alle ore del giorno, alla vostra presenza in casa o meno.

Non è solo una regola di buon senso per tutti ma per chi ha il riscaldamento centralizzato è anche un obbligo previsto dal Decreto Legislativo 102/2014, che impone l’uso di valvole termostatiche per moderare la distribuzione di calore fra le stanze della casa evitando gli sprechi.

Quanti gradi impostare in salotto o nelle stanze in cui soggiornate?

Magari in stanze adibite ad ufficio in cui passare molte ore della giornata fermi davanti al computer? la temperatura ideale va dai 19 ai 20 gradi, mai superando i 22 gradi.

Quanti gradi impostare in bagno?

Qui potete concedervi qualche grado in più: 21/22 gradi ma solo nelle ore in cui di fatto lo usate, al mattino o in serata.

Quanti gradi in camera da letto?

Mai superare i 20 gradi, e di notte per un buon riposo sotto le coperte la temperatura può scendere fino a 15 gradi. Se fuori non fa particolarmente freddo potete evitare di tenere acceso il riscaldamento di notte e programmarne l’accensione un’ora prima della sveglia. Attenzione però se le temperature scendono troppo, in questo caso è meglio mantenere il riscaldamento acceso ad una temperatura di 14/15 gradi per non raffreddare troppo l’ambiente domestico e, se la caldaia è all’esterno, per evitare congelamenti e danni alle tubature e agli apparecchi.

In generale non riscaldate le stanze vuote o le stanze di passaggio come i corridoi e programmate il termostato facendo in modo che il riscaldamento si abbassi quando non soggiornate in casa o in quella precisa stanza, e che si rialzi poco prima del vostro arrivo.

Non scendete mai sotto una certa temperatura

Se nelle ore in cui si spengono i termosifoni la temperatura scende di troppi gradi, l’impianto termico dovrà faticare, e spendere, di più per arrivare alla temperatura che vorrete quando soggiornerete di nuovo in quella stanza.

Contrariamente a quanto si pensi per un funzionamento più efficiente e meno dispendioso dell’impianto termico è meglio programmare un riscaldamento per più ore ma a una temperatura più bassa, con lievi oscillazioni di qualche grado in più o in meno, piuttosto che per poche ore ma a temperature più alte. E questo vale ancora di più per gli impianti termici di nuova generazione, in grado di ottimizzare i consumi e la distribuzione termica nell’arco della giornata e nelle diverse stanze della casa.

Non esagerate con le finestre aperte

Aprire le finestre di tanto in tanto è una cosa importantissima, per il ricambio di aria, per mantenere il giusto grado di umidità, ma un quarto d’ora è più che sufficiente. Se le lasciate aperte per troppo tempo quando fa freddo rischiate di abbassare troppo la temperatura anche in casa, con il risultato di un’eccessiva dispersione del calore e un maggiore sforzo da parte dell’impianto termico per ripristinare la temperatura ottimale.

Photo by William Santos on Unsplash

Stop agli spifferi

Per evitare inutili e costose dispersioni di calore eliminate tutti gli spifferi, le soluzioni sono molte e vanno dall’uso di semplici paraspifferi alla sostituzione degli infissi con la possibilità di sfruttare le detrazioni fiscali previste per le spese di efficientamento energetico.

Lasciate scoperti quei termosifoni

È una buona pratica così semplice da attuare e altrettanto trascurata. Molto spesso infatti copriamo i radiatori con tende, mobili o semplicemente con vestiti appesi ad asciugare. Eppure l’intera superficie dei termosifoni dovrebbe essere lasciata libera per evitare ostacoli alla diffusione del calore con un conseguente aumento dei consumi.

Manutenzione senza se e senza ma

Come spieghiamo in maniera approfondita qui e qui la manutenzione periodica degli impianti termici oltre ad essere un obbligo di legge è anche la maniera migliore per avere il miglior bilanciamento possibile fra efficienza, comfort, impatto ambientale e risparmio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.